lunedì 16 marzo 2015

STOP TTIP e TISA!!! Salviamo l'autodeterminazione di cibo,salute,diritti sociali e ambientali e beni comuni, non sono in vendita!

 STOP  TTIP STOP TISA!!!!







Mentre si è appena concluso a Bruxelles l’ottavo round del negoziato fra Usa e Unione Europea sul TTIP, emergono periodicamente nuovi documenti sull’altro segretissimo negoziato in corso, il Trade In Service Agreement (TISA). Si tratta di un negoziato cui prendono parte i paesi che hanno i mercati del settore servizi più grandi del mondo: Usa; Australia, Nuova Zelanda, Canada, i 28 paesi dell’Unione Europea, più altri 18 Stati, che complessivamente producono il 70 % del prodotto interno lordo globale.

E, naturalmente, l’obiettivo di questo negoziato è la totale liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici, riprendendo gran parte del vecchio Accordo generale sul commercio dei servizi (Agcs), discusso per oltre 10 anni all’interno dell’Organizzazione mondiale del Commercio (Omc) e fallito sotto la pressione delle mobilitazioni sociali del movimento altermondialista.
Dopo la prima denuncia del negoziato, fatta da Wikileaks lo scorso giugno, attraverso la pubblicazione di un primo documento, incentrato sulla liberalizzazione dei servizi e prodotti finanziari, dei servizi bancari e dei prodotti assicurativi, un secondo documento è trapelato a metà dicembre attraverso la rete Associated Whistle-Blowing Press, relativo all’intenzione da parte degli Usa di inserire nel negoziato gli interessi della Coalition of Service Industries, lobby statunitense di cui fanno parte IBM, HP e Google, nel promuovere l’accesso e la distribuzione dell’informazione, delle applicazioni e dei servizi scelti dai consumatori, senza alcuna restrizione al trasferimento dei dati tra i paesi, con immaginabili conseguenze per la protezione dei consumatori e per le leggi sulla privacy.

E’ invece di questi giorni un terzo documento, anch’esso diffuso dalla Associated Whistle-Blowing Press, che rivela il deciso attacco alla sanità pubblica portato avanti all’interno del Tisa. Si tratta di una proposta, discussa lo scorso 6 ottobre a Bruxelles, che prevede l’apertura totale delle frontiere al mercato della sanità, valutato in 6 trilioni di dollari, per facilitare la mobilità dei pazienti tra paesi diversi, attraverso la distribuzione di voucher individuali alle persone, che potranno decidere in quali paesi utilizzarli. L’obiettivo è la privatizzazione totale dei sistemi sanitari con grande vantaggio dei cittadini più ricchi, delle cliniche private e delle compagnie assicurative, il tutto pagato con i soldi dei contribuenti.

Anche il capitolo sulla sanità, come gli altri precedenti, porta la clausola “confidential”, ribadendo la segretezza del negoziato, che prevede l’impegno dei governi a non rivelarne i contenuti non solo in corso d’opera, bensì fino a cinque anni dopo l’approvazione.
Tisa e Ttip costituiscono il più compiuto attacco portato avanti in questi anni ai diritti del lavoro, ai beni comuni e ai servizi pubblici, ai diritti sociali e ambientali, oltre a determinare il definitivo passaggio dallo stato di diritto allo stato di mercato, con la fine della democrazia e della sovranità popolare.

Ma fermarli si può: in questi giorni a Bruxelles le diverse campagne nazionali Stop Ttip hanno consolidato la rete d’iniziativa comune; e, mentre la petizione europea promossa dai movimenti viaggia a pieno ritmo verso i 2 milioni di firme, è posizionata ai blocchi di partenza la costruzione di una forte mobilitazione sociale, in tutti i paesi europei e negli Usa, per il prossimo
18 aprile, giornata transnazionale di protesta contro Ttip, Ceta (accordo di libero scambio Ue-Canada) e Tisa.
Nessuno che abbia a cuore il diritto al futuro può chiamarsene fuori.

Marco Bersani Attac Italia





Personalmente lancio questa forma di protesta: BOICOTTAGGIO di tutti i prodotti americani , in primis, 
e poi anche gli altri che prendono parte a questa mortifera iniziativa.
Fondalmentalmente basta evitare i supermercati, comprare solo prodotti italiani e sopratutto a km 0,e di sicura provenienza italiana.
Utilizzate i numerosi GAS(gruppi di acquisto solidale) che esistono un pò ovunque ormai e aiuterete l'economia locale, la vostra salute e quella dei vostri figli! 
AGIRE ORA!

mercoledì 14 gennaio 2015

LA RIVOLUZIONE INIZIA DA...ME!




Buon 2015 !! ...
...a quelli che pensano che la nostra salvezza non è disgiunta da quella di tutti gli altri esseri e della natura nella sua totalità,
ogm esclusi!

 vorrei...vorrei...per un anno veramente nuovo:
...che si pensasse prima di mangiare qualsiasi cosa ci mettono nel piatto o al supermercato,ed essere consapevoli della violenza che  è coinvolta  in tutto il lungo cammino che l'ha portata a noi..
...vorrei che rifiutassimo la guerra e la violenza in tutte le sue forme!
....che non usassimo più il denaro ma, se necessario,
 vorrei che fossimo consci del fatto che il nostro acquisto è un voto, una scelta il più delle volte inconsapevole e distratta,fonte di nefande abitudini,
 che può essere invece la più importante arma solidale verso chi produce biologico,naturale, non per ingrassare i profitti di multinazionali ma per aiutare concretamente chi fa pratiche etiche sul nostro territorio,chi arricchisce veramente il territorio, ama la vita e non il profitto di pochi e la morte civile e oramai anche fisica dei miti ,dei poveri e dei deboli.
....vorrei che si rispettassero i diritti degli uomini degli animali e della terra e non che si depenalizzassero 112 crimini.
...vorrei che i ladri, mafiosi, delinquenti non potessero neanche pensare di entrare al governo della mia terra!
...vorrei che non ci fosse nessun profitto su acqua,
 (L'acqua è sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo: l'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano l'ha già messo in vendita.

L´acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.)
e così terra,aria, semi,animali,uomini e natura!
...vorrei che nessun potere politico nazionale o sovranazionale   potesse privarci della nostra sovranità alimentare e popolare.

Vorrei vorrei...ma non basta!
è il momento di agire, prendere posizione e iniziare anche dalle piccole cose, i nostri gesti quotidiani.
Esigiamo quello che ora ci sembra impossibile!!! 
ma iniziamo noi in prima persona con le nostre azioni quotidiane a non finanziare più questa macchina infernale,
non possiamo più dire che non sapevamo....
forse dimentichiamo, per pigrizia, ignavia,per "quieto vivere"...
ma questo ci sta uccidendo, estinguendo, sta divorando i nostri diritti di essseri umani, le nostre speranze, il nostro futuro e di quelli che verranno dopo di noi.



  " La crisi è una crisi delle coscienze.
 Una crisi che non può più accettare le vecchie norme, i vecchi modelli, le antiche tradizioni.
 E considerando quello che è il mondo oggi, con tutte le sue miserie, i suoi conflitti, la sua sconcertante brutalità, le sue aggressioni,e così via…
 L’uomo è ancora com’era in passato. 
E’ancora brutale,violento,aggressivo, avido, competitivo. 
Ed  ha costruito una società basandosi su questi principi.
 
 Non si può creare alcuna unità di misura efficace del benessere per una società profondamente malata."
 




Affrontare il problema in scala ridotta

    "In un mondo di grandi organizzazioni, di grandi mobilitazioni e movimenti di massa, abbiamo paura di agire su piccola scala; temiamo di essere piccole persone che si occupano del loro orticello. E così diciamo a noi stessi: “Che cosa posso fare personalmente? Bisogna che mi unisca a un grande movimento per fare delle riforme”. Al contrario, la vera rivoluzione non avviene attraverso i movimenti di massa, ma attraverso una rivoluzione interiore della relazione. Soltanto quella è vera riforma, una radicale e continua rivoluzione. Noi abbiamo paura di cominciare dal piccolo, perché il problema è talmente vasto che pensiamo di doverci incontrare con molte persone, con grandi organizzazioni, con dei movimenti di massa. Ma certamente dobbiamo cominciare ad affrontare il problema in scala ridotta, cioè da “me” e “te”. Quando comprendo me stesso, comprendo te, e da quella comprensione sorge l’amore. "

(Jiddu Krisnamurti)

mercoledì 19 novembre 2014

Ricette Vegan:Tiramisù vegan con crema chantilly.


TIRAMISU VEGANO alla crema Chantilly

“Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla Terra

 quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana”.  Albert Einstein


Questo tiramisù vegano, ottimo e  facile, l'ho fatto a un laboratorio di cucina vegana condotto da Lucia Nacci di "Spaziovegan" nel contesto di "RIeVoluzione Vegetariana"tenutosi a Ceglie Messapica ( Puglia). 



Ingredienti
600 gr di biscotti tipo Digestive
caffè
1 tavoletta di cioccolata fondente
cacao amaro

Panna:
150 ml di latte di soia
300 ml di olio di mais
6 cucchiai di zucchero
1 bustina di vanillina

Crema:
500 ml di latte di soia
140 gr di zucchero
75 gr di farina 00
1 buccia di limone
1 stecca di cannella

Preparazione
Panna:
versare il latte nel frullatore o nel robot, accendete il robot, versate l'olio a filo fino a che non monti. Aggiungete lo zucchero e la vanillina, mescolate bene.

Crema:
sciogliete lo zucchero nel latte scaldato in un pentolino, poi versate la farina lentamente per non fare grumi. Mettete il pentolino sul fuoco basso e girate con una frusta fino a che la crema non si addensi. Infine mettete la buccia del limone e la cannella

Unire la crema e la panna (dopo aver tolto la buccia del limone e la cannella) e mescolate bene.
Si procede come per il normale tiramisù: uno strato di biscotti bagnati al caffè, uno strato di crema, una spolverata di scaglie di cioccolata; poi di nuovo i biscotti, la crema e la cioccolata. Nella foto ci sono 3 strati di biscotti. Alla fine spolverate il dolce con il cacao amaro e sopra il cacao mettete le scaglie di cioccolato.


Grazie Lucia e Spazio Vegan!!
 http://www.spaziovegan.it/

giovedì 16 ottobre 2014

Call to Action for seed,food,Earth Democracy!Scambio di semi e autoproduzioni felici.sabato 18 ottobre a Sestri Levante.

LIBERTA' e SOVRANITA' ALIMENTARE   

 
 Visualizzazione di hortussemi.jpg   

 Vi invito a venire a questa iniziativa per amore della terra e della nostra libertà e sopravvivenza!
portate i vostri semi, purchè autoprodotti e di specie antiche,
ci saranno banchetti di scambio di semi  e altre autoproduzioni, possibilmente biologiche se si tratta di alimenti,
ma anche abiti, oggetti var,i che volete,scambiare, regalare etc.
portate anche i bambini e ragazzi,ci sarà un laboratorio di orto urbano gratuito,durante il quale pianteremo,
finocchi e tulipani.


 messaggio da Vandana Shiva:

"Quando ho scoperto che le multinazionali volevano brevet­tare le sementi e le varietà di grano, ho fatto partire il pro­getto di Navdanya, per proteggere la biodiversità, difende­re i contadini e promuovere l’agricoltura biologica”.

Il nome trae spunto dal rituale, molto diffuso tra le famiglie del sud dell’India, di piantare nove semi in un vaso il primo giorno dell’anno per poi scegliere a distanza di qualche tempo i semi che si sono comportati meglio mettendoli a disposizione di tutti. Il messaggio è chiaro: la fertilità della terra deve essere ricercata in armonia con la natura utilizzando la ricchezza delle varietà esistenti.

 Oggi Navdanya è un grande movimento al cui cuore c’è il concet­to di “democrazia della terra”, cioè la proposta di un nuovo equili­brio nel pianeta secondo principi di pace, responsabilità ecologica e giustizia economica.

 La sovranità alimentare, compreso quella sulle sementi e sull’acqua, è necessaria per camminare in questa direzio­ne. In India la grande sfida di Navdanya alle multinazionali e alle loro politiche di sfruttamento intensivo e di distruzione della bio­diversità, è stata raccolta sino a oggi da 500.000 piccoli contadini. L’organizzazione promuove la creazione di banche delle sementi per la conservazione della biodiversità (ne sono nate ben 55), la forni­tura gratuita di sementi agli agricoltori, la riconversione dei campi a un’agricoltura biologica, in cui i prodotti utilizzati siano interamente naturali. Navdanya propone inoltre progetti di educazione alimen­tare e attività di formazione a partire da gruppi di donne, considera­te vere custodi della biodiversità e della sicurezza alimentare.

se non potete venire,almeno firmate la petizione on line,grazie
 per chi vuole saperne di più:
http://www.navdanyainternational.it

lunedì 29 settembre 2014

Salviamo la Sovranità popolare ! - STOP TTIP!

stop ttip 3



La Campagna Stop TTIP Italia nasce a febbraio 2014 per coordinare organizzazioni, reti, realtà e territori che si oppongono all’approvazione del Trattato di Partenariato Transatlantico su commercio e Investimenti (TTIP).

La piattaforma:

Fermiamo il trattato di liberalizzazione commerciale USA-UE!

Il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato di libero  scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente oggetto di negoziati volutamente segreti, è qualcosa di più di una semplice trattativa di liberalizzazione commerciale. E’ l’ennesimo attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri forti accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell’ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria, in un più ampio tentativo di disarticolare le conquiste di anni di lotte sociali con le politiche di austerity e di redistribuzione del reddito verso l’alto.

Il negoziato TTIP, lanciato ufficialmente nel luglio 2013 e portato avanti in modo opaco e segreto dalla Commissione europea e dall’Amministrazione statunitense in vista di una sua possibile conclusione a fine 2014, disegna un quadro di pesante deregolamentazione dove obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro. Con l’alibi di un’omogeneizzazione delle normative e la falsa illusione di risollevare l’economia dell’Europa, si assisterà ad una progressiva corsa verso il basso in cui saranno i cittadini e l’ambiente a farne principalmente le spese in un processo che porterà alla progressiva mercificazione di servizi pubblici e di beni comuni. Un rischio che viene tenuto sotto traccia a causa di trattative svolte a porte chiuse, sotto la forte pressione delle lobby delle industrie private senza un coinvolgimento efficace dei Parlamenti e del Congresso e senza che i cittadini vengano adeguatamente informati.

Tra i principali obiettivi del negoziato, c’è la tutela dell’investitore e della proprietà privata, grazie alla costituzione di un organismo di risoluzione delle controversie, un vero e proprio arbitrato  internazionale, a cui le aziende potranno appellarsi per rivalersi su Governi colpevoli, a loro dire, di aver ostacolato la loro corsa al profitto. Qualsiasi regolamentazione pubblica che tuteli i diritti sociali, economici ed ambientali, con la scusa della tutela della competizione e degli investimenti, rischierà di soccombere dinanzi alle esigenze delle aziende e dei mercati, tutelate da sentenze che saranno a tutti gli effetti inappellabili. Scenari che si sono già avverati nell’ambito di altri trattati di libero scambio come il Nafta, o che hanno permesso a una multinazionale energetica come la Vattenfall di citare in giudizio il Governo tedesco per la decisione della Germania di chiudere le  proprie centrali nucleari. Per questo, come movimenti e organizazioni sociali italiane, abbiamo deciso di mobilitarci per opporci a un disegno politico che ha nella mercificazione dei diritti e nella tutela dei mercati il suo obiettivo principale. Ci appelliamo a tutte le forze sociali , sindacali e politiche del nostro Paese, perché convergano su una mobilitazione comune per fermare il negoziato  TTIP , esattamente come successe alla fine degli anni ’90 con l’Accordo Multilaterale sugli Investimenti , nel decennio scorso con la Direttiva Bolkestein, o più recentemente con il negoziato Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), il trattato che con la scusa della lotta alla ‘’pirateria’’ informatica e della salvaguardia del diritto d’ autore avrebbe attentato al  diritto alla privacy e al libero accesso alla rete dei cittadini.

  • Sicurezza alimentare: le norme europee su pesticidi, Ogm, carne agli ormoni e più in generale sulla qualità degli alimenti, più restrittive di quelle americane e internazionali, potrebbero essere condannate come “barriere commerciali illegali”;
  • Acqua ed energia: sono settori a rischio privatizzazione. Tutte quelle comunità che si dovessero opporre potrebbero essere accusate di distorsione del mercato
  • Servizi pubblici: il TTIP limiterebbe il potere degli Stati nell’organizzare i servizi pubblici come la sanità, i trasporti, l’istruzione, i servizi idrici, educativi e metterebbe a rischio l’accesso per tutti a tali servizi a vantaggio di una privatizzazione che rischia di escludere i meno privilegiati
  • Diritti del lavoro: la legislazione sul lavoro, già drasticamente deregolamentata dalle politiche di austerity dell’Unione Europea, verrebbe ulteriormente attaccata in quanto potrebbe essere considerata “barriera non tariffaria” da rimuovere
  • Finanza: il trattato comporterebbe l’impossibilità di qualsivoglia controllo sui movimenti di capitali e sulla speculazione bancaria e finanziaria;
  • Brevetti e proprietà intellettuale: la difesa dei diritti di proprietà delle imprese sui brevetti metterebbe a rischio la disponibilità di beni essenziali, quali ad esempio i medicinali generici. Così come la difesa dei diritti di proprietà intellettuale possono limitare la diffusione della conoscenza e delle espressioni artistiche;
  • Gas di scisto: il fracking, già bandito in Francia per rischi ambientali, potrebbe diventare una pratica tutelata dal diritto. Le compagnie estrattive interessate ad operare in questo settore potrebbero chiedere risarcimenti agli Stati che ne impediscono l’utilizzo. In questo modo si violerebbe il principio di precauzione sancito dall’Unione Europea, incentivando iniziative economiche che mettono in pericolo la salute umana, animale e vegetale, nonché la protezione  dell’ambiente;
  • Libertà e internet: i giganti della rete cercherebbero di indebolire le normative europee di  protezione dei dati personali per ridurli al livello quasi inesistente degli Stat Uniti, autorizzando in  questo modo un accesso incontrastato alla privacy dei cittadini da parte delle imprese private
  • Democrazia: il trattato impedirebbe qualsiasi possibilità di scelta autonoma degli Stati in campo  economico, sociale, ambientale, provocando la più completa esautorazione di ogni intervento da  parte degli enti locali
  • Biocombustibili: il TTIP attraverso l’armonizzazione delle normative europee in ambito  energetico, incentiverebbe l’importazione di biomasse americane che non rispettano i limiti minimi  di emissione di gas a effetto serra e altri criteri di sostenibilità ambientale.


Ribellarsi ad un trattato che antepone la logica del profitto illimitato alla tutela dei diritti inalienabili sanciti formalmente nelle convenzioni europee e internazionali,  vuol dire assumersi la responsabilità di determinare un cambiamento che sia a  beneficio di tutti e non ad appannaggio dei soliti noti



Per adesioni e informazioni:

Mail: lauragreco@asud.net
Sito web della campagna: www.stop-ttip-Italia.net