venerdì 10 giugno 2016

Consapevoli negli acquisti - Boicottaggio come strumento di dissenso e condanna.



Ogni acquisto è un voto

 Pensiamo prima di comprare!!!



 Risultati immagini per boicottaggio resistenza 






LISTA MULTINAZIONALI DA BOICOTTARE


LISTA DELLE MULTINAZIONALI E DEI GRUPPI DA BOICOTTARE: I PRODOTTI E
IL PERCHE’
Questa e’ una lista non completa di riferimento per un consumo
ragionato. La lista verra’ organizzata meglio e arricchita al piu’
presto. Alla fine della pagina trovate una lista dei prodotti da
boicottare organizzata per tipologia dei prodotti in ordine
alfabetico.
UNILEVER
(proclamata da Animal Aid per esperimenti su animali)
:COMPORTAMENTI NON ETICI SEGNALATI: Abuso di potere,Sfruttamento
Terzomondo, Danni all’ambiente, Ogm, Diritti lavoratori, Regimi
oppressivi, Illeciti, Sfruttamento animali,Pubblicita’ scorretta,
Paradisi fiscali
:COSA COMBINA NEL MONDO LA UNILEVER
REGIMI OPPRESSIVI: ha filiali in Brasile, Colombia, Egitto, El
Salvador, Guatemala, Honduras, India, Indonesia, Kenya, Messico,
Marocco, Perù, Filippine, Senegal, Sri Lanka, Turchia e Uganda.
RELAZIONI SINDACALI: nel Giugno 89 i lavoratori della Gessy Lever a
San Paolo, Brasile, occuparono la fabbrica per rivendicare paghe e
condizioni di lavoro migliori; 87 di loro furono licenziati. Sebbene
poi i lavoratori ricevettero un aumento di paga, la direzione
mancò
di riconoscere il consiglio di fabbrica eletto dai lavoratori.
SALARI E CONDIZIONI DI LAVORO: nel 1988 membri del sindacato dei
lavoratori nella fabbrica Elida Gibbs in Sudafrica scioperarono per
il salario minimo. La direzione aziendale ottenne un ordine dalla
Corte Suprema che reprimeva i membri del sindacato dall’interferire
con la produzione e distribuzione di merci. (Comunque, il sindacato
ultimamente ha vinto la sua rivendicazione per un salario minimo
mensile di R 195).
DIRITTO ALLA TERRA: Unilever ha una grande fabbrica di tè a Pazar
nella Turchia Orientale, un’area dalla quale la gente, la maggior
parte Kurdi, è stata espulsa secondo uno schema di sviluppo deciso
dal Governo Turco.
AMBIENTE: la compagnia è stata multata per 5.000 sterline nel 1990
per il rilascio di 50 tonnellate di acido solforico concentrato dalla
sua fabbrica Crossfield Chemicals a Warrington (Gran Bretagna).
Secondo il Registro dell’Autorità Nazionale dei Fiumi, nel periodo
Gennaio-Marzo 1991 la compagnia ha superato gli scarichi consentiti
tre o più volte. Inoltre, tra l’1-9-1989 e il 31-8-1991 la
compagnia fu dichiarata colpevole di inquinamento delle acque.
COMMERCIALIZZAZIONE IRRESPONSABILE: Unipath, filiale della Unilever,
è stata criticata da Maternity Alliance per l’offerta di una
fornitura mensile di un complesso vitaminico insieme ai kit per il
test della gravidanza. I gruppi fanno notare che nel 1990 il
Dipartimento della Sanità consigliò alle donne gravide di
evitare di
prendere integratori dietetici che includono la vitamina A, a causa
dei pericoli di difetti nel nascituro.
CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO: nel Febbraio 1992 Mid Somerset Earth First!
lanciò il boicottaggio della Unilever e dei suoi prodotti
dietetici integrali, alla luce dei test sugli animali e del comportamento
globale verso l’ambiente.


I prodotti:
DETERSIVI: Coccolino, Omo, Bio Presto, Svelto,
Vim, Cif, Lysoform, Surf
SAPONETTE: Lux, Dove, Rexona
SPAZZOLINI: Gibbs
DENTIFRICI: Durban’s, Benefit, lose-up
Pepsodent, Mentadent
CREME: Leocrema, Cutex
SHAMPOO: Clear, Elidor, Axe, Denim, Dimension, Dove, Timotei
COSMETICI: Atkinson
PROFUMI: Fabergè, Brut 33
ALIMENTARI: Milkana, Gradina, Rama, Maya
MARMELLATA: Althea
GELATI: Algida, Carte d’Or, Eldorado, Magnum, Solero, Sorbetteria di
Ranieri
SURGELATI: Findus, Genepesca, Igloo
OLIO: Bertolli, Dante, Friol, Maya
MAIONESE: Calve’, Mayo’, Top down
TE’ : Lipton, TE’ati
MICROSOFT:
per informazioni controllate il sito:
http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/microsoft/index1.htm
IBM:
per info: http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/ibm/ibm.htm


NESTLE’:
(proclamata da Baby Milk Action per violazione codice OMS)
:COMPORTAMENTI NON ETICI SEGNALATI: Abuso di potere,Sfruttamento
Terzomondo, Danni all’ambiente, Vendite irresponsabili, Ogm, Diritti
lavoratori, Regimi oppressivi, Illeciti, Pubblicita’ scorretta,
Paradisi fiscali
:COSA COMBINA NEL MONDO LA NESTLE’:
REGIMI OPPRESSIVI: Nestlè ha filiali in Brasile, Cina, Colombia,
Egitto, El Salvador, Guatemala, Honduras, India, Indonesia, Kenya,
Libano, Messico, Papua Nuova Guinea, Filippine, Senegal, Sri Lanka,
Turchia. L’Oreal è presente anche in Perù e Marocco.
RELAZIONI SINDACALI: nel 1989 i lavoratori di una fabbrica di
cioccolato a Cacapava, Brasile, fecero sciopero. I lavoratori si
lamentavano delle misere condizioni di lavoro, compresa la
discriminazione verso le donne, la mancanza di indumenti protettivi e
le inadeguate condizioni di sicurezza. Entro due mesi dall’inizio
dello sciopero la compagnia aveva licenziato 40 dei suoi operai,
compresa la maggior parte degli organizzatori dello sciopero.
COMMERCIALIZZAZIONE IRRESPONSABILE: recenti mosse della Nestlè nel
campo del latte in polvere per neonati comprendono un’ulteriore
violazione del Codice dell’OMS, cioè la pubblicità del suo
nuovo
latte ipo-allergenico, Good Start, negli USA. Si è saputo che
alcuni
neonati hanno sofferto di shock ‘anafilattici’, con pericolo per le
loro vite, dopo essere stati nutriti con questo prodotto. Vedi anche
il boicottaggio sotto.
TEST SU ANIMALI: L’Oreal è attualmente oggetto di boicottaggio per
il suo uso continuato di test sugli animali. La stessa Nestlè è
stata recentemente criticata dalla BUAV (antivivisezionisti inglesi) per
aver fatto test di cancerogenicità del suo caffè su topi.
CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO: la Nestlè è attualmente oggetto di un
boicottaggio mondiale per la pubblicità irresponsabile del latte
in polvere, e L’Oreal per i test sugli animali.
I prodotti:
BEVANDE: Nescafè, Nesquik, Nestea, Orzoro, Belte’, Chino’, Mirage,
Nestea, One-o-one, S.Bitter
ACQUA MINERALE: Claudia, Giara, Giulia, Limpia, Lora Recoaro,
Pracastello, Sandalia, Tione,Perrier, Vittel, Acqua Vera, San
Bernardo, S. Pellegrino, Panna, Levissima, Pejo, Ulmeta
DOLCI: Smarties, Kit Kat, Galak, Lion, After Eight, Quality Street,
Toffee, Polo, Rowntree, Motta, Alemagna, Nesquik, Fruit Joy, Fruttolo
CIOCCOLATO: Perugina, Baci, Nestlè
SALUMI: Vismara, King’s
OLIO: Sasso
CONSERVE: Berni, Condipasta, Condiriso
FORMAGGI: Locatelli
PASTA: Buitoni, Pezzullo
DADI PER BRODO: Maggi
SURGELATI: Surgela, Mare Fresco,
La Valle degli Orti
GELATI: Motta, Alemagna,
Antica Gelateria del Corso
CIBI PER ANIMALI: Friskies, Buffet
COSMETICI: L’Oreal, Lancome


MCDONALD’S
http://www.tmcrew.org/mcd/index.html
DEL MONTE
CIRIO
CHIQUITA
Nel suo secolo di vita, l’impresa è stata coinvolta in intrighi
internazionali, in scioperi repressi nel sangue, corruzione, scandali
e colpi di stato. Ancora oggi passa per essere un’impresa dal pugno
di ferro con molti contenziosi aperti con il sindacato e con le
popolazioni dei paesi in cui opera.Dal 91 al 99 Amrican Financial
Corporation ha pagato oltre tre milioni di dollari al partito
repubblicano, aggiudicandosi il quinto posto nel finanziamento ai
partiti americani.Approfitta della sua posizione di potere per
imporre prezzi molto bassi delle aziende agricole di cui si rifornisce.
Nel 1994, tramite un rapporto al Ministero del lavoro del Costa Rica,
il sindacato SITRAP ha denunciato l’esistenza di squadre armate
all’interno delle piantagioni e un clima di intimidazione.
Il sindacato ha aggiunto che molte società baleniere, compresa
Chiquita, tentano di distruggere i sindacati indipendenti convincendo
i lavoratore a iscriversi a sindacati padronali.
Esse licenziano gli attivisti sindacali e li schedano in
apposite “liste nere” affinché non possano trovare lavoro in altre
piantagioni.Nel 1995 in Honduras, Chiquita ha chiuso quattro
piantagioni. Secondo il sindacato locale si è trattato di una scelta
compiuta solo per indebolire il movimento dei lavoratori.
Chiquita ha approfittato dei danni provocati dall’ uragano Mitch,
abbattutosi in America centrale nel 1998, per ricattare i lavoratori
con la minaccia della non riapertura delle piantagioni danneggiate e
per revocare diritti sindacali ed economici che erano già stati conquistati.
Fonti sindacali rivelano che nelle piantagioni Chiquita si usano
pesticidi che l’organizzazione mondiale della sanità classifica come
molto pericolosi. Inoltre il sindacato aserisce che certi pesticidi
sono erogati con aerei, addirittura mentre c’è gente che lavora in
piantagione.L’ alta quantità di pesticidi utilizzati nelle
piantagioni per la produzione di banane contamina i suoli e i fiumi
circostanti avvelenando le acque e uccidendo molte forme di
vita.Secondo l’inchiesta del “Cincinnati Enquirer” pubblicata il 3
maggio 1998, in Centro America le filiali di Chiquita usano vari
sistemi, compresa la corruzione, per ottenere favori dai governi e
per aggirare le leggi che regolamentano il comportamento delle
imprese.Nel 1999 varie associazioni europee tra cui il Centro nuovo
modello di sviluppo, hanno concordato con COLSIBA, il coordinamento
sindacale dei lavoratori bananieri del Centro America, il lancio di
una campagna di pressione internazionale per indurre Chiquita a
relazioni sindacali più corrette e a garantire ai lavoratori migliori condizioni di lavoro.
SUNDDIAMOND:
In Italia i prodotti con il marchio Diamond e Sunsweet sono
distribuiti da Noberasco.
Nel 1997 ha donato 6000 dollari all’ex segretario per l’agricoltura
Mike Espye altri 4000 dollari al fratello Henry Espy,a sostegno della
campagna elettorale di quest’ultimo.Secondo la sezione sindacale
americana Teamstars Local Union usa pesticidi pericolosi.Le relazioni
sindacali da parte di Diamond sono pessime. Il sindacato accusa l’
aziendadi licenziare gli scioperanti e di dare salari molto
bassi.Continua il boicottaggio di Sun Diamond per abusi nei confronti di lavoratori.
Nel 1985, in un momento di grave difficoltà finanziaria, le aziende
ottenne dai lavoratori una autoriduzione dei salari del 30-40% e un
maggior sforzo lavorativo che fece aumentare la resa produttiva .
Nel giro di poco tempo l’aziende recupero’ e i profitti balzarono
all’eccezionale tasso del 40%.Nel 1991 i lavoratori chiesero di far
tornare i salari ai livelli originari, ma invece di accogliere la
richiesta , Diamond licenzio’ i 500 dipendenti in sciopero e li
rimpiazzo’ con nuovi braccianti intimiditi.
Dal 1993 il sindacato ha iniziato una battaglia senza quartiere,
anche a livello internazionale, per la reintegrazione dei lavoratori
licenziati e il ritorno dei salari a livelli ragionevoli.
DANONE:
Chi è la Danone [dalla Guida al consumo critico del Cnms]
Il Centro nuovo modello di sviluppo di Pisa, coordinato da Francesco
Gesualdi, pubblica ogni anno la Guida al consumo critico [edizioni
Emi], che raccoglie informazioni riferite a 170 gruppi italiani ed
esteri presenti con i loro prodotti nei supermercati italiani. Tra
questi, naturalmente, trova spazio anche il Gruppo Danone, di cui vi
proponiamo una sintesi del testo contenuto nella guida.
Multinazionale alimentare di origine francese, il Gruppo Danone è
presente oggi in 27 paesi. Sorta nei primi anni Sessanta come
produttrice di contenitori di vetro, nel giro di una quindicina di
anni è divenuta una dei colossi mondiali dell’alimentare e delle
bevande. La proprietà del gruppo è frammentata fra oltre 140 mila azionisti,
i principali dei quali sono i banchieri Lazard, la
famiglia Agnelli e la società di assicurazione Axa.
La produzione del gruppo Danone è costituita da: latticini e prodotti freschi,
settore in cui è leader mondiale, acque e altre bevande,
ma anche biscotti, pasta, salsa e contenitori in vetro.
Negli ultimi anni è diventata leader nelle acque minerali negli Stati uniti
[secondo operatore dopo la Nestlè], in Argentina, in Cina, e in Indonesia.
Nel marzo dello scorso anno ha lanciato, insieme alla Nestlè, il
primo supermercato on-line per i prodotti di largo consumo delle due
aziende. Ha un accordo strategico mondiale con Coca-Cola per la
produzione e la commercializzazione di succhi di frutta.
In Italia Danone opera attraverso varie società: Danone, Egidio
Galbani, Gelaz, Italaquae, Saiwa, Sorgente Santagata, Birra Peroni.
Danone fa parte di EuropaBio, un’associazione che raggruppa le
industrie con interessi nel settore delle biotecnologie, il cui scopo
è di intervenire a tutti i livelli per legittimarne l’impiego.
Da vari anni gli stabilimenti della sua controllata inglese HP Foods
inquinano gravemente l’ambiente circostante [secondo l’associazione
ambientalista”Hall of shame”, la HP Foods occupa il settimo posto
nella graduatoria delle imprese manifatturiere inglesi più inquinanti].
Per quanto riguarda i diritti dei lavoratori dipendenti, la strategia
della Danone ha previsto negli ultimi anni una graduale chiusura
degli stabilimenti meno redditizi e l’accorpamento dei piccoli, e la
riduzione del personale. Nonostante nel 1996 e nel 1997 avesse
firmato col sindacato internazionale due accordi che la impegnavano a
informare i sindacati ed a concordare con essi i piani di
ristrutturazione, nel giugno 1998, si è aperto un grave scontro in
Francia in occasione della ristrutturazione dello stabilimento di
Sant-Meloin.
I prodotti:
ACQUE MINERALI: Ferrarelle, Igea, Antica Fonte, Boario, Fausta,Vitas
YOGURTH E AFFINI: Yogurth Danone, Vitasnella, Actimel, Danito,
Danette
BISCOTTI E AFFINI (Saiwa): Ritz, Oro Saiwa, Oro Ciok, Crackers
Premium Saiwa, Cipster, Biscotti Tuc, Pansaiwa, Urrà, Biscotti
Vitasnella, Dolcezze del mondo, Le Frolle, Wafer Saiwa, Biscotti
Prince
ALTRI PRODOTTI (gruppo Galbani): Vallelata Galbani, Mozzarella Santa
Lucia, Galbanino, Bel Paese, Certosa
FOSTERS:
http://www.mcspotlight.org/

BURGER KING
Burger King (al contrario di McDonald’s) non è stato così stupido
(che noi sappiamo) per diffamazione, e per questo motivo che
ovviamente non abbiamo la stessa quantità di materiale anche su di loro.
Se dovessero però citare qualcuno in giudizio siamo sicuri che
riusciremmo ad averne tantissime, ma prima di questo mandateci tutte
le informazioni su Burger King che avete.
Burger King della Gran Bretagna è stato al centro dell’attenzione dei
media l’altr’anno quando si scoprì che stipulava i cosiddetti
contratti “zero-ore”, che significa che i lavoratori non vengono
pagati per i periodi di tempo nella giornata in cui non hanno lavoro
da fare (ad esempio a negozio vuoto etc.). Sono stati accusati di
sottopagare il personale di sala fino a che hanno potuto. Adesso
hanno annunciato di non utilizzare più queste pratiche, ma se sai
cose differenti faccelo sapere.
Per info:
http://www.ran.org/ran/kids_action/actions.html – Rainforest Action
Network
http://www.econet.apc.org/fair/extra/best-of-extra/wildmon-burger-
king.html – EcoNet



PEPSICO INC. PEPSI K.F.C. ecc.

Le contestazioni ed i boicottaggi contro la PepsiCo Inc. si basano
sul fatto che opera e sostiene paesi con regimi dittatoriali. La
Pepsi ha sussidiarie in Birmania, Messico, Filippine e in Turchia. La
PepsiCo ha nei suoi stabilimenti laboratori per esperimenti sugli
animali, dove fa studi nutrizionali su delle cavie, che usa anche
pertestare la sicurezza di determinanti ingredienti.
per info: http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/pepsico.htm
PHILIP MORRIS E MARLBORO:
http://www.mcspotlight.org/
SETTORE CHIMICO/FARMACEUTICO
BAYER
HENKEL
JOHNSON & JOHNSON
L’OREAL
COLGATE-PALMOLIVE
(proclamata da BUAV per esperimenti su animali)
:COMPORTAMENTI NON ETICI SEGNALATI: Danni all’ambiente, Vendite
irresponsabili, Diritti lavoratori, Regimi oppressivi, Illeciti,
Sfruttamento animali,Pubblicita’ scorretta, Paradisi fiscali
RECKITT BANCK
(proclamata da BUAV per esperimenti su animali)
:COMPORTAMENTI NON ETICI SEGNALATI: Regimi oppressivi, Sfruttamento animali,
Pubblicita’ scorretta
JOHNSON WAX
(proclamata da BUAV per esperimenti su animali)
:COMPORTAMENTI NON ETICI SEGNALATI: Regimi oppressivi, Sfruttamento
animali
ABBIGLIAMENTO:
NIKE
COSA COMBINA NEL MONDO LA NIKE
REGIMI OPPRESSIVI: tutte le scarpe Nike sono prodotte in Asia, in
particolare in Indonesia, Cina, Thailandia, Taiwan, Corea del Sud,
Vietnam.
RELAZIONI SINDACALI: in Indonesia i sindacati liberi sono illegali e
vengono repressi dall’esercito, i dirigenti sindacali sono
licenziati, imprigionati, torturati, ed anche uccisi.
SALARI E CONDIZIONI DI LAVORO: i lavoratori della Nike ricevono un
salario da fame, inferiore al salario minimo stabilito dalla legge
indonesiana. Lavorano esposti ai vapori delle colle, ai solventi,
alle vernici, per 12 ore al giorno.
COMMERCIALIZZAZIONE IRRESPONSABILE: la Nike spende circa 180 milioni
di $ all’anno in pubblicità, quando sarebbe sufficiente l’1% di
questo bilancio per migliorare le condizioni di 15.000 lavoratori indonesiani.
CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO: nel 1990 Operation Push, un gruppo per i
diritti civili, ha lanciato il boicottaggio della Nike perchè,
nonostante venda il 45% dei suoi prodotti ai neri, non vi sono
afroamericani ai vertici dell’azienda; essa inoltre non concede
sufficienti benefici sociali alla comunità nera.
REEBOK
Ecco le fabbriche-lager” Rivelazioni-choc sulle condizioni di vita e
di lavoro “Operai vittime di abusi, molestie, carenze igieniche”
NEW YORK – La Reebok denuncia la Reebok, sulle condizioni di lavoro
negli stabilimenti che hanno sede nel Terzo mondo. Il primo rapporto
della multinazionale dell’abbigliamento sportivo, sulla vita nelle
fabbriche indonesiane, fornisce un quadro drammatico della
situazione: in quei capannoni, dove si producono le scarpe e le
magliette destinate ai ragazzi di tutto il mondo, gli operai devono
fare i conti con continui disagi e prevaricazioni. E cioè con
molestie, discriminazioni sessuali, costanti minacce alla salute. Il
documento, che conta oltre quaranta pagine, è stato redatto dagli
ispettori inviati dalla stessa Reebok. E la novità non è tanto
nell’averlo commissionato (ispezioni del genere non sono infrequenti,
in aziende che hanno centri di produzione in altri paesi), quanto
nella decisione di renderlo pubblico, in tutta la sua crudezza. Nel
testo infatti si parla apertamente delle terribili condizioni in cui
i dipendenti sono costretti a lavorare. Un “realismo”, nel descrivere
la disumanità nel trattamento degli operai, che suona ancora più
inconsueto, se paragonato ad un analogo rapporto realizzato, due anni
fa, da un’altra multinazionale del settore, la Nike. In quel caso, la
relazione, dai toni molto soft, era stata aspramente criticata, e la
società accusata di aver tentato di mascherare una situazione ben più grave.
Ma forse proprio il “boomerang” d’immagine che aveva colpito
la Nike ha convinto Reebok ad adottare una strategia differente, a
recitare pubblicamente (e con la massima pubblicità possibile) il mea culpa,
per poi annunciare radicali cambiamenti: i vertici hanno già
comunicato che per migliorare le condizioni nelle fabbriche
indonesiane sono stati stanziati 500.000 dollari. “E non è che
l’inizio: questa prima somma verrà utilizzata solo per tamponare le
prime emergenze”, ha fatto sapere la multinazionale. E, negli Stati
Uniti, sono arrivate le prime reazioni positive: “Quello che sta
avvenendo – commenta Scott Greathead, direttore esecutivo del
Comitato legale per i diritti umani – testimonia di una nuova
consapevolezza delle aziende, che cominciano a rendersi conto di come
un’onesta analisi della situazione sia la strada migliore da
percorrere”. Del resto negli Usa le associazioni di consumatori, che
contano migliaia e migliaia di iscritti, conducono da anni una
battaglia contro lo sfruttamento della manodopera nel Terzo mondo, in
cui vengono denunciate soprattutto le condizioni disumane in cui
lavorano bambini e adolescenti. Lotte che appannano l’immagine delle
società che finiscono sul banco degli imputati, e che spesso sono
accompagnate da boicottaggi di alcuni prodotti, sospettati di essere
il frutto di queste violazioni dei diritti umani. (18 ottobre 1999)
ADIDAS
BENETTON
http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/benetton/index.htm
DISNEY
http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/disney.htm
sfruttamento dei lavoratori
CHICCO:
sfruttamento lavoratori
http://www.tatavasco.it/boycott/chicco.htm

SETTORE FOTOGRAFICO:
Eastman Kodak
Nel 1987 è stata nominata il più grande singolo emettitore di
metilene cloride negli USA e per questo è stata condannata a pagare
due milioni di dollari nel 1990.
Anche i dati dell’EPA del 1989 confermano che la Kodak era uno dei
nove peggiori inquinatori con materie chimiche tossiche negli USA ed
uno dei maggiori “rilasciatori” di sotanze “conosciute o sospette di
essere cancerogene”.
http://www.mcspotlight.org


SETTORE PETROLIFERO:
Shell
COSA COMBINA NEL MONDO LA SHELL
REGIMI OPPRESSIVI: nel 1993, il gruppo Shell possedeva filiali in
Brasile, Colombia, Egitto, El Salvador, Guatemala, Honduras, India,
Indonesia, Iran, Kenya, Liberia, Mali, Messico, Marocco, Papua Nuova
Guinea, Perù, Filippine, Senegal, Siria, Turchia e Uganda.
SALARI E CONDIZIONI DI LAVORO: nel 1991 la Shell violava il codice di
condotta della Comunità Europea, pagando ai lavoratori neri del
Sudafrica dei salari inferiori al minimo legale. Inoltre è una delle
tre multinazionali coinvolte nella causa intentata da 500 contadini
del Costarica resi sterili dai pesticidi. La Shell e la Dow Chemical
avevano sviluppato e prodotto il pesticida DBCP, che è proibito negli
U.S.A. e che ha causato la sterilità nei lavoratori delle piantagioni di banane.
La Shell e la Dow Chemical hanno bloccato il processo nel
Texas per 7 anni. Negli U.S.A. la Shell Mining Co. era nel 1989 una
delle 5 imprese minerarie con le peggiori misure di sicurezza.
DIRITTO ALLA TERRA: secondo un rapporto dell’ottobre 1991, una vasta
area di foresta tropicale intatta è minacciata da una serie di 10
dighe idroelettriche, progettate per fornire energia ad un complesso
di miniere di bauxite e fonderie di alluminio nel Parà, in Brasile.
La miniera di bauxite è il primo di molti progetti minerari in
Amazzonia, ed è controllata da ALCOA (U.S.A.) e da una filiale della Shell, Billiton.
La fonderia della miniera userà energia
proveniente dalla diga Cachoeira Porteira, che inonderà 911 Kmq di foresta tropicale,
compresi alcuni villaggi dell’Amazzonia.
La diga inonderà
anche terre abitate da 23 gruppi di popoli indigeni, alcuni dei quali
non sono ancora venuti in contatto con l’uomo bianco. Secondo
Survival International, la Shell è coinvolta nelle ricerche di gas
naturale sul fiume Camisea in Perù, sulle terre degli Indios
Machiguenga, vicino alla zona degli Indios Kugapakori, non ancora
contattati, e quindi vulnerabili alle malattie. Nel 1990,
secondo “The Ecologist”, la Shell ammise di aver scelto una zona in
Thailandia per una piantagione di eucalipti perchè sarebbe stato
relativamente economico sfrattare e risarcire più di 4.000 indigeni.
Fu consentito agli agenti della Shell di usare la corruzione e le
minacce di violenza per indurre gli indigeni a lasciare le loro terre.
AMBIENTE: nell’agosto 1989 la Shell fu accusata di aver causato
un’eruzione di petrolio alla raffineria di Stanlow. Si ebbe una
fuoriuscita di 37.500 litri di petrolio greggio, che inquinò 20 km
dell’estuario del fiume Mersey. Nel primo processo da parte della
National Rivers Authority, la Shell ebbe una multa di 1 milione di
sterline. Fu giudicata incapace di “compiere il proprio dovere di
rispetto dovuto alla comunità”. Secondo l’Autorità Nazionale dei Fiumi,
la Shell era più preoccupata di salvare l’oleodotto che non di
impedire la perdita, con un incremento nella fuoriuscita di 7
tonnellate di petrolio. Nel 1992, la raffineria Stanlow a Ellesmere
Port era all’undicesimo posto nella lista di Greenpeace dei 50
impianti industriali più ‘sporchi’, autorizzata dalla NRA a scaricare
rifiuti tossici nell’ambiente marino. Fu scoperta ad inquinare
illegalmente su 42 dei 275 campioni di acqua prelevati dalla NRA. Fu
scoperta anche a scaricare tre sostanze chimiche proibite senza autorizzazione.
ENERGIA NUCLEARE: nel 1993, la British Lead Mills era membro del
Forum Nucleare Britannico, ed era fornitore di contenitori per materiale radioattivo.
ARMAMENTI: la Shell è coinvolta nella produzione di tessuti da
mimetizzazione tramite Don & Low, e solventi, resine e altri prodotti
con la Shell Chemicals. La Shell inoltre fornisce carburante alla marina ed alle forze aeree.
TEST SU ANIMALI: nel 1993 la Shell, su richiesta legale, ha testato
veleno per roditori su animali, ed anche altri prodotti chimici come
detergenti e anticongelanti prevedono test su animali.
CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO: nel giugno 1993 la Shell interruppe gli
accordi per riconoscere i diritti dei lavoratori ad essere
rappresentati dai sindacati, nella raffineria Haven nell’Essex. Il
sindacato TGWU lanciò nell’agosto 1993 il boicottaggio della Shell,
finchè non saranno restaurati i diritti democratici dei lavoratori.
http://www.tmcrew.org/csa/l38/wwi/shell/index.htm
ESSO:
Una delle maggiori compagnie petrolifere mondiali , con stabilimenti
in mezzo mondo, ma sedi legali concentrate nei paradisi fiscali:
Isole Marshall, Isole Cayman, Bahamas, Lussemburgo…La Exxon-Mobil,
che in Europa si presenta come Esso, è responsabile di almeno quattro
disastri naturali negli ultimi 11 anni.
Dopo che il presidente Bush Jr. ha dichiarato morto il protocollo di
Kyoto sulla riduzione dei gas ad effetto serra, il partito verde
internazionale ha lanciato il boicottaggio della Exxon-Mobil e delle
altre compagnie Usa (Texaco e Chevron) che hanno generosamente
finanziato la campagna elettorale del nuovo inquilino della casa bianca.
Maggiori info su: http://www.corporatewatch.org
Totalfina-Elf:
(proclamata per connivenze con il regime oppressivo in Birmania +
danni per l’affondamento della Erika)
COMPORTAMENTI NON ETICI SEGNALATI: Scarsa trasparenza, Abuso di
potere, Sfruttamento Terzomondo, Commercio con l’esercito, Danni
all’ambiente, Diritti lavoratori, Regimi oppressivi, Illeciti
Eni-Agip:
http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/eni_agip/index.html


SETTORE MOTORI:
Mitsubishi Group e le sue derivazioni Princes, Apricot
La Mitsubishi Corporation (meglio conosciuta per le sue automobili e
per l’elettronica) è coinvolta nell’importazione di grandi quantità di legname in Giappone.
Il gruppo è anche legato al commercio delle armi ed all’industria nucleare.
http://www.mcspotlight.org


SETTORE CHIMICO GENETICO
info: http://www.tatavasco.it/archivio/biotech/biotech.htm
Monsanto:
http://www.tatavasco.it/boycott/monsanto.htm
Novartis
(proclamata da una lega di associazioni di agricoltori e consumatori
americani per la produzione di mais OGM)
COMPORTAMENTI NON ETICI SEGNALATI: Scarsa trasparenza, Abuso di
potere, Sfruttamento Terzomondo, Danni all’ambiente, Vendite
irresponsabili, Ogm, Regimi oppressivi, Illeciti, Sfruttamento
animali, Pubblicita’ scorretta




SETTORE FINANZIARIO:
http://www.tatavasco.it/bancaetica.html
Lista delle banche legate al commercio d’armi:
Ubae Arab Italian Bank
Credito Italiano
Istituto San Paolo di Torino
Banca Commerciale Italiana
Banca Nazionale del Lavoro
Banco di Napoli
Banca di Roma
Cassa di Risparmio di La Spezia
Monte dei Paschi di Siena
Banca Nazionale dell’Agricoltura
Banco Ambrosiano Veneto
Banca Toscana
Banca Popolare di Brescia
Banco do Brasil
Cariplo
Credit Agricole Indosuez
Banca Popolare di Bergamo – Credito Varesino
Banca Popolare di Novara
Banca San Paolo di Brescia
Cassa di Risparmio di Firenze
Banca Carige
Barclays Bank
Unione Banche Svizzere
Banco di Chiavari e della Riviera Ligure
Unicredito Italiano
Banca Popolare di Intra

ETICAMENTE PARLANDO:
Elenco delle società che hanno ottenuto i migliori punteggi dal punto di vista etico
CTM – Importazione e distribuzione di prodotti del Commercio Equo.
COOP – Grande distribuzione.
CONAPI – Cooperativa produttori miele.
BONDUELLE – Verdure in scatola, congelate e fresche.
RITTER – Cioccolata.
ALSO – Farmaci e integratori energetici.
AMBROSOLI – Produzione miele.
BALOCCO – Prodotti dolciari.
BAULI – Prodotti da forno, pandori, panettoni.
DECO – Cooperativa: alimentari e detersivi.
GRANAROLO – Latte e derivati.
ILLY – Caffè.
LUCART – Carta.
OROGEL – Settore agroindustriale, gelati e surgelati.
POMPADUR – Infusi e tè.
SANGEMINI – Acque minerali.
SCHIAPPARELLI – Cosmetici, farmaci, prodotti dietetici




DA BOICOTTARE!!NE HAI BISOGNO? (lista incompleta):

ABBIGLIAMENTO: Nike, Reebok, Adidas, Benetton, Chicco
ACQUA MINERALE: Claudia, Giara, Giulia, Limpia, Lora Recoaro,
Pracastello, Sandalia, Tione,Perrier, Vittel, Acqua Vera, San
Bernardo, S. Pellegrino, Panna, Levissima, Pejo, Ulmeta (NESTLE’),
Ferrarelle, Igea, Antica Fonte, Boario, Fausta, Vitas (DANONE)
ALIMENTARI: Milkana, Gradina, Rama, Maya (UNILEVER)
ANIMALI: Friskies, Buffet (NESTLE’)
BENZINA: Shell, Esso, Agip, Totalfina-Elf, Monsanto
BEVANDE: Nescafè, Nesquik, Nestea, Orzoro, Belte’, Chino’, Mirage,
Nestea, One-o-one, S.Bitter (NESTLE’), Coca Cola, Sprite, Fanta,
Pepsi, San Pellegrino
CIOCCOLATO: Perugina, Baci, Nestlè (NESTLE’)
CONSERVE: Berni, Condipasta, Condiriso (NESTLE’)
COSMETICI: Atkinson (UNILEVER), L’Oreal, Lancome (NESTLE’), Johnson &
Johnson, PalmoliveCREME: Leocrema, Cutex (UNILEVER)
DADI PER BRODO: Maggi (NESTLE’)
DENTIFRICI: Durban’s, Benefit, lose-up, Pepsodent, Mentadent
(UNILEVER), Colgate, Johnson & Johnson
DETERSIVI: Coccolino, Omo, Bio Presto, Svelto, Vim, Cif, Lysoform,
Surf (UNILEVER)
DOLCI: Smarties, Kit Kat, Galak, Lion, After Eight, Quality Street,
Toffee, Polo, Rowntree, Motta, Alemagna, Nesquik, Fruit Joy, Fruttolo
(NESTLE’), Marmellata Althea (UNILEVER), Ritz, Oro Saiwa, Oro Ciok,
Crackers Premium Saiwa, Cipster, Biscotti Tuc, Pansaiwa, Urrà,
Biscotti Vitasnella, Dolcezze del mondo, Le Frolle, Wafer Saiwa,
Biscotti Prince (DANONE-Saiwa), Mulino Bianco (Barilla)
FORMAGGI: Locatelli (NESTLE’)
GELATI: Algida, Carte d’Or, Eldorado, Magnum, Solero, Sorbetteria di
Ranieri (UNILEVER), Motta, Alemagna, Antica Gelateria del Corso
(NESTLE’)
MAIONESE: Calve’, Mayo’, Top down (UNILEVER)
OLIO: Bertolli, Dante, Friol, Maya (UNILEVER), Sasso (NESTLE’)
PASTA: Buitoni, Pezzullo (NESTLE’), Barilla
PROFUMI: Fabergè, Brut 33 (UNILEVER)
SALUMI: Vismara, King’s (NESTLE’)
SAPONETTE: Lux, Dove, Rexona (UNILEVER)
SHAMPOO: Clear, Elidor, Axe, Denim, Dimension, Dove, Timotei
(UNILEVER), Palmolive, Johnson & Johnson
SPAZZOLINI: Gibbs (UNILEVER)
SURGELATI: Findus, Genepesca, Igloo (UNILEVER), Surgela, Mare Fresco,
La Valle degli Orti (NESTLE’)
TE’: Lipton, TE’ati (UNILEVER)
YOGURTH E AFFINI: Yogurth Danone, Vitasnella, Actimel, Danito,
Danette (DANONE)
VARI PRODOTTI: Vallelata Galbani, Mozzarella Santa Lucia, Galbanino,
Bel Paese, Certosa(DANONE – Gruppo Galbani), Kodak, Mitsubi

 

 

 

 

 

 

 

 

tratto da:

https://usalatuatesta.wordpress.com/lista-multinazionali-da-boicottare/

 

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Dopo che si è presa coscienza di tutto questo bisogna fare un’analisi e riconoscere che in reltà il vero problema SIAMO TUTTI NOI.


Noi siamo il sistema, noi lo alimentiamo, esso è fatto a nostra immagine e somiglianza.


Anche l’informazione che abbiamo, è stata un conseguenza della nostra negligenza.


Dobbiamo riconoscere che l’impero sta in piedi grazie a noi, noi viviamo dei prodotti delle guerre, mangiamo il petrolio tutti i giorni.


Finchè non ammetteremo questo le cose non possono cambiare.


Una volta che tutti avranno preso coscienza, dovremo fare qualcosa, insieme, per cambiare il mondo.


Gli strumenti ci sono, e anche i modi per farlo.


Questi comporteranno grandi sacrifici ma quando il nostro obbiettivo sarà realizzato ne sarà valsa la pena, perchè vivremo in un mondo più equo, più giusto, più pulito e abitato da persone dal libero pensiero…




Ma finchè le persone non riacquisteranno il libero pensiero indipendente tutto questo non sarà possibile.


:)

giovedì 5 maggio 2016

Sveglia!!!NO TTIP! RESISTENZA! SOVRANITA ALIMENTARE!NO OGM!SI AL BIOLOGICO ITALIANO!




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Fino a ieri Europa e Stati Uniti hanno discusso il TTIP (Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti) a porte chiuse e in gran segretezza.

Questo nonostante le proteste di milioni di persone, proccupate che l'accordo potesse aggirare le norme europee basate sul "Principio di Precauzione" in base al quale prima di immettere un prodotto sul mercato, deve esserne provata la sicurezza per la salute umana, ambientale e animale. 

Di questo principio, che oggi protegge 500 milioni di cittadini europei dagli OGM e dalla carne trattata con ormoni, non c'è traccia negli accordi!

I nostri timori hanno avuto conferma! Greenpeace Olanda ha avuto accesso a buona parte dei testi negoziali del TTIP: 248 pagine di documenti che dimostrano che avevamo ragione: le pressioni USA per aggirare le norme europee sono enormi! 

Tutti i cittadini ora possono conoscere il contenuto del TTIP fino ad oggi rimasto segreto, ed attivarsi per bloccarlo subito!

  il 7 Maggio a Roma ci sarà una grande Manifestazione Nazionale #STOPTTIP. Il ritrovo è alle 14.00 in Piazza della Repubblica.

 
Informati, attivati e INVITA I TUOI AMICI A PARTECIPARE!


Grazie per quello che farai!
 interessa tutti noi e chi verrà dopo di noi, la nostra salute, ogni giorno più compromessa, è in gioco,  la nostra vita , il lavoro e la sopravvivenza di migliaia di agricoltori, produttori italiani e tutta la nostra cultura alimentare .
la dieta mediterranea anticancro, le nostre eccellenze in campo alimentare, i prodotti di nicchia,il biologico in cambio di cosa OGM e junkfood???

RESISTENZA e LOTTA per la SOVRANITA ALIMENTARE!!!!!!

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BOICOTTIAMO QUALSIASI PRODOTTO AMERICANO!
DICIAMO NO, COSI, ALL'ATTACCO ALLA NOSTRA CULTURA E SOPRAVVIVENZA!!

è l'unico voto che ci rimane , siamo tantissimi e loro pochi, basta che alle nostre idee seguano le GIUSTE AZIONI e saremo una minaccia considerevole per loro e in modo pacifico! 
Compriamo cibo italiano, locale, biologico se possibile.
Utilizziamo i GAS ( gruppi d' acquisto solidali) , andiamo a conoscere i produttori locali.

COERENZA  e CONSAPEVOLEZZA!

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 CITAZIONI:

Siamo in sei miliardi su questo pianeta e produciamo cibo per dodici miliardi di persone! Ogni giorno solo in Italia vengono buttate più di 4000 (quattromila) tonnellate di cibo, in Europa 50.000 (cinquantamila). Questo mentre 17.000 bambini muoiono ogni giorno di fame. Insostenibile è dire poco.
(Carlo Petrini)


 Se non siamo disposti a vivere nella spazzatura, perché dovremmo accontentarci del cibo spazzatura.
(Sally Edwards)


 Pomodori high-tech. Latte colorato. Mais trasgenico. Dovremmo mangiare questa roba? O questa roba sta mangiando noi?
(Annita Manning)


 I tre princìpi di Slow Food e Terra Madre, sono buono, pulito e giusto. Il buono… va da sé. Il pulito: rispettare gli equilibri della Terra. Il giusto: giustizia sociale per gli agricoltori che stanno per scomparire ovunque. Se l’ottimo riso che stiamo mangiando è stato raccolto da lavoratori in nero sfruttati come schiavi, questo mi disgusta.
(Carlo Petrini)


 Bisogna dimostrare a uno dei nostri studenti che facendo il pane buono si campa meglio che stando in un call-center
(Carlo Petrini)


 Non mangiate nessuna cosa che la vostra bisnonna non avrebbe riconosciuto come cibo.
(Michael Pollan)


 Nel momento in cui ci accingiamo a fare un acquisto l’unico indicatore di riferimento che teniamo a mente è il prezzo. A noi interessa solo quello, non sapere dove e come è fatto quel che mangiamo, non cosa contiene, non quanta strada ha percorso per arrivare fino a noi, non se dà da vivere al contadino che lo ha prodotto.
(Carlo Petrini)


 Tutte le volte che mi fanno una domanda sul “cibo biologico” io mi chiedo: ma quando è partita la follia per cui è necessario certificare come un’eccezione ciò che dovrebbe essere la norma? Coltivare, allevare, trasformare la natura in cibo senza aggiungere input esterni, chimici e a base di petrolio, dovrebbe essere normale. È chi aggiunge fertilizzanti chimici, pesticidi, additivi, conservanti che dovrebbe dichiararlo, certificare e documentare la sua “anormalità”.
(Carlo Petrini)
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 Oggi a zappare ci vanno, ci vorrebbero andare, quelli che studiando hanno capito che è a partire dal cibo che si cambia il mondo, e si migliora l’ambiente, la salute, la qualità della vita di tutti.
(Carlo Petrini)


 Il giorno in cui il cibo perderà la sua storia e il suo valore non ci sarà più speranza per nulla.
(Carlo Petrini)

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martedì 1 marzo 2016

NO TTIP! Il trattato che uccide diritti,libertà e salute dell'uome e natura!



 


TTIP:un trattato segreto che giova solo alle multinazionali e viola i diritti di autodeterminazione, libertà e sovranità alimentare , ma non solo quella,è anche un attacco a tutti gli aspetti fondamentali della nostra vita:alimentazione,salute e ambiente,oltre ad essere un ennesimo attacco alle nostre produzioni eccellenti alimentari e l'ultimo colpo a quello che resta di lavori come l'agricoltore, l'artigiano.

Inoltre, non meno grave comporta l'appropriazione dei servizi pubblici




"Noi: donne, giovani, associazioni della società civile; sindacati, agricoltori, movimenti locali e semplici attivisti - invitiamo tutti a fermare le trattative sulla liberalizzazione degli scambi commerciali e degli investimenti, e per promuovere una economia sana, che serva davvero allo sviluppo dei popoli e del pianeta". 

Questo l'invito del movimento #NoTTIP. E cos'è? Nel recente passato, sotto la pressione delle grandi imprese e dei Governi, sono stati imposti accordi segreti sul commercio e sugli investimenti, calpestando i nostri diritti e danneggiando l’ambiente; fra questi il TTP, o TTIP, o Trattato Transatlantico USA/UE per illibero com­mer­cio e la libertà degli inve­sti­menti i [bè… aiuto!].
In realtà il trattato si basa su accordi segreti che giovano solo alle multinazionali - in soldoni: le aziende sta­tu­ni­tensi potranno chie­dere il dra­stico abbas­sa­mento degli standard euro­pei in mate­ria di precauzione ambientale e diritti del lavoro; mentre le aziende euro­pee tendono ad allentare le più severe nor­ma­tive Usa sui medi­ci­nali, i test e in merito a rego­la­men­ta­zione finanziaria. In questo video il Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz sintetizza questo concetto in poche parole.

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[NB • la conferenza completa aveva titolo "Crisi dell'euro, cause e rimedi", lectio magistralis tenutasi alla nuova aula dei gruppi parlamentari e introdotta da Laura Boldrini,  la trovate QUI]. 

 Un trattato che preoccupa non poco per le gravi implicazioni che comporta per la democrazia.
 Per questo, per iniziare, invitiamo a firmare QUI la petizione europea

In questi ultimi anni ci ritroviamo a combattere per la libertà dei semi e per la sovranità alimentare, addirittura stanno consentendo i brevetti sulla vita!
per difendere il diritto all'acqua e per i beni comuni, per difendere il lavoro, i territori, la libertà della rete e insomma - in sostanza - per i più basilari diritti alla democrazia. E ora scopriamo che questa battaglia è peggio di una guerra: che viene condotta anche contro l'ambiente per costringerci a una resa

La Procura apre inchieste, ma l'istituto indiziato "gode di immunità", e inoltre il timore è che sia troppo tardi.


Come scrive Marco Bersani il TTIP comporta "una minac­cia per la sovra­nità dei popoli: pre­vede infatti la pos­si­bi­lità, per le mul­ti­na­zio­nali, di denun­ciare a loro nome (presso una Corte spe­ciale com­po­sta da tre avvo­cati d’affari rispon­denti alle nor­ma­tive della Banca Mon­diale), un paese fir­ma­ta­rio la cui poli­tica avrebbe un effetto restrit­tivo sulla loro vita­lità com­mer­ciale; poten­dolo san­zio­nare con pesan­tis­sime multe per avere, con la pro­pria legi­sla­zione, ridotto i pos­si­bili futuri pro­fitti della mul­ti­na­zio­nale denunciante. Per fare un esem­pio con­creto, se il governo ita­liano dovesse appro­vare la legge d’iniziativa popo­lare del Forum ita­liano dei movi­menti per l’acqua, rico­no­scendo final­mente l’esito del voto refe­ren­da­rio del 2011, ad accordo vigente potrebbe tro­varsi san­zio­nato per aver impe­dito, con la ripub­bli­ciz­za­zione del ser­vi­zio idrico, futuri pro­fitti alle mul­ti­na­zio­nali del settore. 

Siamo di fronte ad una vera e pro­pria guerra alla società, gio­cata con l’alibi della crisi e con il ten­ta­tivo di ren­dere strut­tu­rali le poli­ti­che di auste­rità, ridu­cendo il lavoro, i beni comuni, la natura e l’intera vita delle per­sone a fat­tori per la valo­riz­za­zione dei grandi capi­tali finanziari".



Ma non dobbiamo rinunciare a resistere: e anche qui, da queste pagine noi donne torniamo a chiamare a un asse fra gli attivismi, in difesa di una vera democrazia. 
Tutti insieme possiamo fermare gli accordi che multinazionali e governi stanno negoziando in segreto e rovesciare le pesanti conseguenze degli accordi già presi. Tutti insieme possiamo realizzare modelli di società basati sui diritti delle persone e non sui privilegi dei gruppi di potere.
Per questo abbiamo sostenuto l'appello del movimento #NoTTIP a cittadini, organizzazioni e organizzando localmente nuovi eventi ovunque.

 E' necessario far crescere la consapevolezza, coinvolgere e mobilitare dovunque le persone per costruire nuovi modelli di sviluppo commerciale ed economico, a favore delle persone e del pianeta.


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venerdì 25 dicembre 2015

Arrendiamoci alla Pace!


Risvegliare l'intelligenza è il solo rimedio per prevenire la guerra,
ma per far questo bisogna essere noi stessi liberi.


Resa incondizionata all'intelligenza e all'amore


Krishnamurti:scritti.

All'inizio degli anni cinquanta, a Krishnamurti fu chiesto perché pensava che la crisi del mondo a quel tempo fosse 
eccezionale.
 Egli fornì tre ragioni. Innanzitutto, perché i conflitti mondiali non vertevano su questioni territoriali o economiche, ma sulle idee, e le ideologie erano gli assassini più crudeli che avrebbero fatto o richiesto qualunque sacrificio per la causa dei loro ideali da chimera. Secondo, perché l'uomo e il valore della vita umana avevano cessato di essere importanti per le guide politiche del mondo, le quali potevano considerare con equanimità la distruzione di milioni di persone se vi trovavano qualche vantaggio politico. Terzo, a causa del valore e dell'importanza esagerati che l'uomo dava ai beni materiali e a fedeltà particolariste, poiché una tale attitudine mentale era alla base della violenza umana e dell'odio.

Queste circostanze, disse Krishnamurti, costituivano una crisi senza precedenti che richiedeva una soluzione senza precedenti: nulla di meno che una rivoluzione psicologica, un cambiamento fondamentale nella mente e nella natura umana.
Rivoluzione è un termine chiave nella filosofia di Krishnamurti.
Ciò che le persone generalmente chiamano rivoluzione, egli affermò, è semplicemente continuità modificata, per quanto sangue venga sparso e per quanta sofferenza si incontri a causa di ciò. Le rivoluzioni che coinvolgono cambiamenti nei sistemi politici inevitabilmente falliscono, "perché un sistema non può trasformare l'uomo; è sempre l'uomo a trasformare il sistema come mostra la storia".
La graduale riforma politica, in quanto distinta dalla rivoluzione, è anch'essa inutile perché la riforma ha sempre bisogno di un'ulteriore riforma ed è un processo senza fine, "come cercare di ripulire l'acqua di un serbatoio che viene costantemente riempito di acqua sporca". La rivoluzione basata su credi religiosi e dogmi deve anch'essa fallire perché coinvolge l'esercizio dell'autorità e il diniego della libertà, generando così conflitto sia nell'individuo che nella società il che rende la confusione soltanto peggiore. Così la rivoluzione stessa è una chimera? E' irrealistico cercare il cambiamento? Dovremmo accettare la natura non rigenerata dell'uomo e lasciare la questione a Dio, vivendo nel frattempo una vita morale ed onesta per quanto possibile, date le circostanze?
Naturalmente, Krishnamurti non ha mai proposto una tale attitudine rassegnata e negativa. Egli credeva che una rivoluzione non è soltanto essenziale, ma anche possibile. Non minimizzava il problema. In effetti egli affermò che "i nostri problemi -sociali, ambientali, politici, religiosi - sono così complessi che possiamo risolverli soltanto con l'essere semplici... Questi problemi richiedono un nuovo approccio; ed essi possono essere avvicinati così, soltanto quando siamo semplici, realmente semplici interiormente."
Questa semplicità non è ingenuità o stupidità, ma il liberare la mente da tutte le idee e dalla cosiddetta conoscenza che blocca la diretta percezione ed esperienza della realtà. 
"La nostra struttura sociale è molto intellettuale; egli scrisse, "coltiviamo l'intelletto a spese di ogni altro fattore del nostro essere e perciò stiamo soffocando di idee."

I problemi, comunque, non cedono all'attacco delle idee, perché le idee ci impediscono di vedere un problema nella sua totalità e in tutte le sue ramificazioni.
E' soltanto quando c'è un tale vedere e una tale comprensione che avviene il cambiamento e questo coinvolge l'essere semplici nel senso inteso da Krishnamurti.

1975

Il pensiero ha costruito questa civiltà dell'aggressione, della competizione e della guerra, e tuttavia questo stesso pensiero é sempre alla disperata ricerca dell'ordine e della pace.
Ma il pensiero, per quanti sforzi faccia, non troverà mai l'ordine e la pace.

Il pensiero deve tacere perché l'amore sia.

Domanda: com'è possibile risolvere l'attuale caos politico e la crisi mondiale ???
 Vi è qualcosa che l'individuo possa fare per impedire la guerra incombente???

Krishnamurti: la guerra è la proiezione spettacolare e sanguinosa della nostra vita di tutti i giorni: non è così?
La guerra non è che l'espressione esterna del nostro stato interiore, è una dilatazione della nostra azione quotidiana. é più spettacolare, è più sanguinosa e più distruttiva, ma è il risultato collettivo delle nostre attività individuali.
Perciò, voi ed io siamo responsabili della guerra e, che cosa possiamo fare per fermarla?

Ovviamente, la guerra che sempre incombe, non potrà essere impedita da voi o da me, perché è già in movimento, ha già luogo, sebbene, per il momento, prevalentemente a livello psicologico.
Poichè è già in movimento, non la si può fermare: i problemi sono troppi, troppo grandi e già compromessi.
Ma voi ed io, vedendo che la casa è in fiamme, possiamo comprendere la causa dell'incendio, allontanarcene e costruire in luogo nuovo, con materiali diversi ed incombustibili, che non produrranno altre guerre.
E' tutto ciò che possiamo fare.
Voi ed io possiamo vedere che cosa crei le guerre, e se abbiamo interesse a porvi fine, possiamo cominciare col trasformare noi stessi, che siamo la causa stessa delle guerre.
Possiamo controllare le circostanze, perché le abbiamo create noi.
La società è il prodotto della relazione, della vostra e della mia insieme. Se mutiamo nel nostro rapporto, muterà la società; contare puramente sulla legislazione, sulla costrizione, sulla trasformazione della società esteriore, restando internamente corrotti, continuando internamente a perseguire il potere, la posizione, il dominio, significa distruggere l'esterno, per quanto esso sia stato costruito accuratamente e scientificamente. Ciò che è all'interno travolgerà sempre l'esterno.

Che cosa causa la guerra: religiosa, politica o economica?
Ovviamente la fede, o nel nazionalismo, o in un'ideologia, oppure in un dogma particolare. Se non avessimo fede ma buona volontà, amore e considerazione l'uno per l'altro, non vi sarebbero guerre. Ma siamo nutriti di fedi, idee e dogmi, e perciò alleviamo lo scontento.

Ovviamente ciò che causa la guerra è il desiderio di potere, di prestigio, di denaro; e anche la malattia chiamata nazionalismo, l'adorazione di una bandiera, e la malattia dell'organizzazione religiosa, l'adorazione di un dogma.
Tutte sono cause di guerra; se tu, come individuo , appartieni a qualcuna delle religioni organizzate, se tu sei avido di potere, se tu sei invidioso, sei costretto a produrre una società il cui risultato sarà la distruzione.

Così, una volta di più, dipende da voi e non dai capi: non dai così detti uomini di stato e così via. Dipende da voi e da me, ma sembra che non ci se ne renda conto. Se almeno una volta sentissimo realmente la responsabilità delle nostre azioni, come rapidamente porremmo termine a tutte le guerre, a questa miseria atroce! Ma ecco, siamo diversi. Abbiamo tre pasti al giorno, abbiamo il nostro lavoro, i conti in banca, piccoli e grandi, e diciamo: "per amor di dio, non ci disturbate, lasciateci in pace".

 Quanto più siamo in alto, quanto più ci occorre sicurezza, intoccabilità, tranquillità, tanto più vogliamo esser lasciati soli, mantenere le cose come stanno; ma come stanno non potranno rimanere, perché nulla vi è che le mantenga, e tutto si disintegra. Non vogliamo affrontare queste cose, non vogliamo accettare il fatto che voi ed io siamo responsabili delle guerre. Voi ed io possiamo parlare di pace, tenere conferenze, sedere intorno ad un tavolo e discutere, ma all'interno, psicologicamente, vogliamo il potere e la posizione, è l' avidità che ci spinge. 
Intrighiamo, siamo nazionalisti, siamo legati a fedi e a dogmi, per i quali siamo pronti a morire e a distruggerci l'un l'altro. 

Pensate che uomini come voi e io posso avere la pace nel mondo? Per avere la pace, dovrete essere in pace; vivere in pace significa non creare antagonismi. La pace non è un'ideale. 
Secondo me un ideale non è altro che una via di fuga, un'evitare ciò che è, un contraddire ciò che è. Un ideale impedisce l'azione diretta su ciò che è. Per avere la pace dovremo amare, dovremo cominciare non col vivere una vita ideale, ma col vedere le cose quali sono ed agire su di esse, trasformarle. 

Finché ciascuno di noi perseguirà la sicurezza psicologica, la sicurezza fisiologica di cui abbiamo bisogno, - cibo veste riparo - verrà distrutta.
Possediamo la sicurezza psicologica, che non esiste; e la perseguiamo, se lo possiamo, mediante il potere, la posizione, i titoli, i nomi: e questo distrugge la sicurezza fisica. Tutto ciò è ovvio, se lo guardate bene.

Per portare la pace nel mondo, per porre fine a tutte le guerre, occorre una rivoluzione entro l'individuo, in voi ed in me. La rivoluzione economica non ha significato senza questa rivoluzione interiore, poiché la fame è il risultato dello scarso assestamento delle condizioni economiche determinato dai nostri stati psicologici: avidità, invidia, cattiva volontà, voglia di possedere. 
Per porre fine all'angoscia, alla fame, alla guerra, occorre una rivoluzione psicologica e pochi di noi sono pronti ad affrontarla.

Parleremo di pace, proteggeremo leggi, creeremo nuove leghe, le nazioni unite e così via, e così via; ma non otterremo la pace, perché non abbandoneremo la nostra condizione, la nostra autorità, il denaro, la proprietà, la nostra stupida vita. Contare sugli altri è assolutamente futile; gli altri non ci porteranno la pace.
 Nessun capo ci darà la pace, nessun governo, nessun esercito, nessun paese. 

Ciò che porterà la pace è una trasformazione interiore che comporterà un'azione esteriore. 

La trasformazione interiore non è l'isolamento, non è ritirarsi dall'azione esterna. 
All'opposto, vi può essere azione retta soltanto quando vi è retto pensare, e non vi sarà retto pensiero se non vi sarà conoscenza di se.
 Senza conoscere noi stessi, non vi sarà pace.

Per porre fine alla guerra esteriore, dovremmo cominciare a porre fine alla guerra dentro noi stessi.

Qualcuno, fra noi, assentirà dicendo "sono d'accordo", e uscirà di qui facendo esattamente la stessa cosa che ha sempre fatto da dieci o venti anni. 
Il vostro accordo è puramente verbale e non ha significato, poiché le miserie e le guerre del mondo non verranno certo impedite dal vostro annuire casuale. 
Vi porrete fine soltanto quando vi renderete conto del pericolo, vi renderete conto della vostra responsabilità, quando non la lascerete a qualcun'altro. Se vi renderete conto della sofferenza, se vedrete l'urgenza di un'azione immediata e non rimanderete, allora vi trasformerete; la pace verrà soltanto quando voi stessi sarete in pace col vostro vicino.